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Ciao a Tutti.
Segnalazione di un articolo tratto dal sito ufficiale di Enrico Brizzi:
giovedì, febbraio 17, 2005
Alcuni mesi fa mi ha telefonato un amico editore. «Vediamoci a pranzo», mi ha detto. «Ho un progetto fatto su misura per te».
Ci siamo incontrati a pranzo, e nessuno cresciuto con Supergulp e i fumetti di Nick Carter avrebbe saputo dire di no al progetto che mi ha proposto quel giorno l'amico editore.
«Conosci Bonvi» mi ha chiesto, e anche se mi sono sforzato di non guardarlo come se avessi di fronte uno zulù, qualcosa del mio sconcerto deve essere trapelato.
«Allora senti questa», ha detto dopo un po' l'amico editore. «C'è una serie di inediti di Bonvi che aspetta solo i tuoi testi».
«Inediti?»
«La storia di Alì Babà. Inedita. Praticamente inedita. Bonvi l'ha disegnata undici anni fa, subito prima della disgrazia, e adesso serve il testo».
«Il testo da scrivere nei fumetti?»
«Sono illustrazioni, non strip. Ventotto tavole, forse trenta, pensate per essere stampate con la storia a lato. A lato, intorno, insomma i dettagli li conoscono a Chiaroscuro».
«Chiaroscuro?»
«È lo studio grafico che cura i diritti dell'opera di Bonvi per onto degli eredi. Tu dovresti solo scrivere la storia di Alì Babà per accompagnare le illustrazioni».
«Ma io, scusa, con che diritto scrivo la mia versione di Alì Babà di fianco ai disegni di Bonvi?».
«Sei il più adatto, per un lavoro del genere».
«D'accordo. Sono il migliore e gli altri non ce la possono fare».
«Stai serio, un attimo. Non stai mai serio».
«Sei sicuro che la famiglia è d'accordo? Perché salta fuori un casino, se la famiglia non è d'accordo». «La famiglia non è solo d'accordo. La famiglia ti ha scelto».
«Addirittura».
«La moglie di Bonvi è una signora molto simpatica, che conosce il patron di Chiaroscuro fin da quando era ragazzo. Era un assistente di Bonvi, lui, e adesso cura i diritti dell'opera per conto della famiglia».
«Ti seguo».
«Anch'io e il patron di Chiaroscuro siamo amici da molto tempo. Sanno che ci consociamo, e quando sono saltate fuori queste tavole praticamente mai viste da nessuno su Alì Babà e i Quaranta Ladroni, sono stati loro a chiedermi di coinvolgerti».
«Questa la racconti a tutti gli autori cui proponi un progetto, sì?»
«Oh, accidenti. Se vuoi la settimana prossima si va a cena tutti insieme».
Alla fine del pranzo, perlomeno, avevo le idee più chiare.
L'amico editore, insieme allo studio grafico Chiaroscuro, stava organizzando una operazione in grande stile. Un'operazione mediatica per rilanciare il lavoro e la figura del papà delle Sturmtruppen e Nick Carter.
Le indolenti truppe d'assalto del terzo reich stanno per conoscere una nuova giovinezza mediatica, ma dal mio punto di vista la notizia migliore è che potremo di nuovo vedere stampati i gioielli meno noti della produzione bonviana: le Cronache del dopobomba, il primissimo Cattivik e alcuni dissacranti inediti di questo grande irregolare la cui ombra sorridente regnava sulla città della mia infanzia: «Vuoi fare i fumetti di lavoro? Guarda, cinno, che quello è un lavoro da fame. Di Bonvi ce n'è uno, e gli altri lavorano nei sottoscala».
Una settimana più tardi ho conosciuto di persona la signora Bonvi. Il minimo che posso dire è che è molto simpatica, e che l'amico edtore non aveva inventato niente.
Così, lavorando la notte per motivi augurali che non sfuggiranno ai fans di herr Bonvicini, ho scritto la mia versione della nota storia di Alì Babà.
O meglio, ho cercato parole capaci di dialogare con le illustrazioni, pop e funamboliche al tempo stesso, del grande Bonvi.
È stato un onore, è stato un piacere, e per la cronaca l'amico editore mi ha promesso venti cinque copie omaggio.
Sentirete ancora parlare dell'Alì Babà di Bonvi & Brizzi. Potete giurarci.
Nel mentre, per ricordare il lavoro di questo Grande del fumetto italiano, consiglio un ottimo sito indipendente e l'erigendo sito ufficiale
Enrico Brizzi
http://www.enricobrizzi.it
http://archiviomagnetico.splinder.com/
Beh, penso che questa news non abbia bisogno di spiegazioni!
Un saluto a tutti
Lo Staff |